Confidi: necessario un riconoscimento legislativo per rilanciare la crescita del Paese

Il 5 e 6 novembre scorsi si è tenuta a Roma una Convention tra i protagonisti della filiera della garanzia promossa da Fedart Fidi.

Galileo Network, sponsor dell’evento, ha partecipato con l’AD Andrea Gelfi e il direttore commerciale Arturo Liguori.

Molti i temi trattati: finanza alternativa e mercato digitale del credito, il riposizionamento strategico e soprattutto le proposte concrete per elaborare un nuovo modello operativo e organizzativo per i Confidi, che porterebbe vantaggi per le Pmi e una conseguente crescita del Paese.

I principali protagonisti della filiera della garanzia in Italia si sono ritrovati a Roma il 5 e 6 novembre per analizzare lo scenario attuale e progettare interventi futuri. Al centro della due giorni, promossa da Fedart Fidi, il confronto con le forze politiche, le Istituzioni e i principali interlocutori sulle prospettive del credito agli artigiani e alle micro e piccole imprese attraverso i Confidi (acronimo di consorzio di garanzia collettiva dei fidi, un consorzio che aiuta le Pmi a ottenere mutui e presti dalle banche e dagli istituti di credito) e l’integrazione della garanzia pubblica e privata, così come la presentazione dell’annuale ricerca (giunta alla 25a edizione) sullo stato di accesso al credito per le pmi italiane, che fotografa numeri recenti e trend in corso.

A causa della pandemia il mercato del credito ha subito profonde mutazioni. Lo Stato, attraverso il Fondo di Garanzia per le Pmi, ha messo in atto un intervento senza precedenti a sostegno del sistema produttivo. A queste condizioni le banche si sono allontanate dal sistema della garanzia mutualistica accedendo direttamente alla copertura pubblica, con maggiori costi per la collettività e per le imprese il venire meno del valore aggiunto dei Confidi in termini di relazioni, conoscenza diretta e migliore valutazione del merito creditizio.

Con la prospettata riduzione dell’intervento del Fondo di Garanzia un efficace supporto alle imprese dovrà necessariamente incardinarsi sull’irrobustimento dell’aggiuntività della garanzia mutualistica di natura privata rispetto a quella pubblica. Una sinergia tra azione pubblica e privata e la complementarità degli strumenti saranno le parole chiave per assicurare al Paese un indispensabile percorso di crescita. Per supportare al massimo le Pmi le priorità dei Confidi sono un complessivo riposizionamento strategico del sistema, su cui trovare una più profonda attenzione del Parlamento.

Le best practices del sistema

Il sistema dei Confidi ha acquisito un ampio patrimonio di esperienze anche grazie ad alcune strutture pioniere che hanno intrapreso processi di crescita caratterizzati da un elevato profilo di innovazione e di diversificazione. In particolare, i Confidi: hanno erogato credito diretto di piccolo importo; sono diventati interlocutori di Cassa Depositi e Prestiti sul credito diretto e sui bonus edilizi; hanno rafforzato gli interventi con le Istituzioni territoriali sulle misure di agevolazione locali; hanno potenziato la presenza sul mercato digitale del credito; hanno incrementato l’operatività sulle anticipazioni su contributi pubblici, sulle asseverazioni e sulle fidejussioni sui crediti commerciali.

Le proposte dei Confidi

La proposta che Fedart Fidi avanza ai principali interlocutori si articola su tre pilastri fondamentali: la diffusione delle competenze sviluppate all’interno del sistema valorizzando le best practices; l’attuazione di strategie e strumenti specifici per affiancare le imprese nel phasing out dal Temporary Framework; un nuovo modello di Confidi per creare valore economico e sociale agli artigiani e alle micro e piccole imprese.

Per la fase di phasing out l’azione dei Confidi dovrà avere la duplice finalità di protezione per le realtà più fragili e di propulsione per quelle più solide e orientate agli investimenti e all’innovazione. Occorre riservare la priorità alle imprese in uscita dalla moratoria per facilitarne il ricorso alla rinegoziazione dei debiti e destinare specifica attenzione alle imprese in crisi di liquidità, affinché la prevista differenziazione dell’intervento del Fondo di Garanzia non le penalizzi eccessivamente.

Il futuro post crisi

Nel periodo successivo alla crisi l’azione dovrà essere rivolta a elaborare un nuovo modello operativo e organizzativo per i Confidi e a predisporre una proposta per una riforma della normativa. Gli strumenti da avviare nel medio e lungo termine saranno orientati all’innovazione e alla diversificazione: potenziare l’accesso al Fondo di Garanzia per le Pmi in controgaranzia; rafforzare la patrimonializzazione degli artigiani e delle micro e piccole imprese, anche adeguando gli strumenti esistenti alle loro esigenze specifiche; rafforzare la patrimonializzazione dei Confidi, tra l’altro replicando le esperienze positive già conseguite con i voucher; potenziare l’erogazione diretta di credito da parte dei Confidi attraverso la raccolta di maggiore provvista sia su risorse pubbliche sia convogliando quella privata del loro territorio di operatività; estendere al credito diretto l’utilizzo del contributo di cui alla Legge di Stabilità del 2014.