Il #crimine #informatico e il brutto 2022 che ci aspetta

di Arturo Di Corinto, La Repubblica

Dove ci sono dati, ci sono violazioni dei dati, poiché con più persone online, nascono nuove #vulnerabilità: questa tesi, ripetuta più volte all’Internet governance Forum di Katowice (in Polonia), può apparire banale, ma non lo è se si tiene conto del fatto che anche se 3 miliardi di persone non hanno ancora accesso alla Rete, durante la pandemia il numero di utenti connessi online è aumentato di 800 milioni.

Per Check Point Software, i #cyberattacchi saranno sempre più utilizzati come atti per destabilizzare le attività a livello globale mentre per la russa Kaspersky, che ha evidenziato i rischi degli attacchi ai sistemi industriali e #IoT, è la digitalizzazione del settore sanitario comporterà maggiori violazioni dei dati.

Lo scenario è preoccupante e con l’evoluzione della natura degli attacchi informatici, la sicurezza informatica deve adattarsi di conseguenza. Nonostante le differenze di focus, sono 4 i punti convergenti nelle diverse analisi condotte dagli esperti presenti all’Internet United di #Katowice:

a) il primo è che gli sviluppatori di sistemi devono inventare dispositivi più sicuri;

b) il secondo che gli operatori devono sfruttare le IA per sviluppare nuove tecniche di sicurezza per proteggere reti e piattaforme da truffatori e aggressori;

c) il terzo è che i servizi devono essere progettati per funzionare con il minimo di informazioni sull’utente;

d) infine, che i governi devono lavorare di concerto verso misure comunemente accettate, per proteggere la sfera informatica senza frammentarla.